Madonna della Libera
Storia, devozione e legame con San Pio della statua venerata nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli.
La statua della Madonna della Libera
Nella chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli è custodita la venerata statua della Madonna della Libera. Il culto di Maria Santissima della Libera affonda le sue radici in epoca remota. L’appellativo dato alla Vergine risale alla storia agiografica del Vescovo San Barbato, che nel 663 chiese alla Madonna delle Grazie, venerata a Benevento, la liberazione dall’assedio dell’Imperatore bizantino Costante II.
Per grazia ricevuta, il Vescovo di Benevento propagò il culto della Madonna invocata come liberatrice con il titolo, appunto, della Libera.
Tale devozione si irradiò immediatamente in tutta l’area longobarda meridionale e molte statue furono scolpite e modellate su quella della Madonna delle Grazie venerata nel capoluogo sannita.
La devozione alla Madonna della Libera a Pietrelcina
Già nella metà del XVI secolo esistevano a Pietrelcina una Cappella e una confraternita intitolate a Maria Santissima della Libera. La devozione del popolo pietrelcinese verso la Madonna si è consolidata nei secoli, fino a renderla una delle espressioni religiose più sentite del territorio.
La statua è attualmente custodita in una nicchia posta nell’abside della navata centrale, punto di riferimento spirituale per fedeli, pellegrini e devoti.
La liberazione dal colera
Tra gli episodi più significativi legati alla devozione verso la Madonna della Libera vi è quello della liberazione dal colera. In un tempo segnato dalla sofferenza e dalla paura, il popolo si affidò con intensa preghiera alla Vergine.
La speranza e la fede non vennero deluse: il miracolo fu evidente quando la mortalità causata dal colera cessò drasticamente, rafforzando ancora di più il legame tra Pietrelcina e la sua Patrona.
Padre Pio e la “Madonnella nostra”
Le radici dell’amore di Padre Pio verso la “Madonnella nostra”, come soleva chiamarla, affondano nella plurisecolare devozione del popolo pietrelcinese verso la Madonna della Libera.
Questo legame fu intenso, profondo e costante lungo tutta la vita del Santo, fino agli ultimi momenti della sua esistenza terrena. La figura della Vergine rappresentò per lui rifugio, tenerezza, protezione e intercessione continua presso il Figlio.
«Mi sento stretto e legato al Figlio per mezzo di questa Madre tenerissima»
«Senti Mammina, io ti voglio bene più di tutte le creature della terra e del cielo… dopo Gesù, s’intende»
«Vorrei avere una voce sì forte per invitare i peccatori di tutto il mondo ad amare la Madonna»
«O Maria, mamma dolcissima dei sacerdoti, mediatrice e dispensatrice di tutte le grazie...»
La festa patronale della Madonna della Libera
La festa patronale della Madonna della Libera si celebra in due momenti particolarmente importanti per la comunità:
- Prima domenica di agosto: la tradizionale “festa delle carre”, oggi grande occasione di unione, devozione e ritorno degli emigranti.
- 3 dicembre: festa religiosa in ricordo del miracolo della liberazione dal colera del 1854.
L’oro della Madonna
La statua viene vestita con un prezioso manto di monili d’oro offerti dai fedeli come segno di devozione, riconoscenza e amore filiale. Al centro del manto si distingue anche il volto di Padre Pio composto da gioielli.
Dopo la festa, il manto viene custodito con cura come segno tangibile della fede del popolo.
Le corone della Madonna
Nel 1966 il Capitolo Vaticano ha concesso la corona d’oro per la statua della Madonna della Libera. Accanto ad essa, vi sono altre due corone in argento realizzate con ex-voto donati dai fedeli e indossate quotidianamente.
Papa Benedetto XVI le ha benedette nel 2005, conferendo ulteriore significato a questo segno di venerazione mariana.
Padre Pio scrive:
“Mi sento tutto bruciare senza fuoco; mi sento stretto e legato al Figlio per mezzo di questa Madre... Vorrei colare per invitare le creature tutte di amare Gesù, di amare Maria.”
(Epist. I, 357)
«Amate la Madonna e fatela amare; recitate sempre il suo Rosario.»